Una cosa mi sento di dire oggi a proposito dell'Italia: abbiamo un ministro del Consiglio onesto. Potrebbe sembrare un'affermazione banale, ma sono anni che non osiamo dire una cosa del genere. Non so se sia la persona ideale, se sia giusto che il nostro Paese sia governato da un "non eletto dal popolo", che il nostro Presidente della Repubblica abbia deciso "autonomamente" la linea da tracciare per superare il momento difficile della nazione. In ogni caso, trattandosi di un' emergenza, tale deve essere considerata.La mia affermazione scaturisce da alcuni elementi, l'ultimo dei quali riguarda il rifiuto, sollecitato da Monti, di organizzare le Olimpiadi di Roma del 2020. Chiunque, o quasi, infatti, avrebbe accettato il loro svolgimento nella Capitale. Questo perché vista, appunto, la dubbia onestà di chi ci ha preceduto nei vari governi, sarebbe stato comodo per loro guadagnare profitti, a danno dei contribuenti, dai numerosi e onerosi lavori necessari che sarebbero, presumibilmente, stati assegnati a ditte "compiacenti". Ecco perché, al di là dei motivi tecnici sicuramente decisivi, quello che più ho percepito favorevolmente, con questa decisione, è che il nostro ministro del Consiglio non ha alcun interesse personale nella gestione del governo. Cosa alla quale non eravamo più abituati. Potrebbero esserci altre cose sotto, ma per il momento non ne abbiamo il sentore.
C'è dell'altro, cioè l'importanza che abbiamo acquisito in poco tempo, come nazione, al cospetto dei Paesi più "determinanti". Mi sembra che lo stesso Cancelliere tedesco Merkel si avvalga del nostro Presidente del Consiglio per prendere decisioni riguardanti l'Europa. Segno che la sua competenza è conosciuta e che la sua figura viene stimata dai più importanti leader politici del mondo.
Si denota, invece, un certo ridimensionamento dei nostri partiti politici, che, non abituati a situazioni di questo tipo, sembrano vagare un po' alla cieca non sapendo bene il ruolo da assumere. A lume di naso la mia sensazione è che stiano affilando le armi per le prossime elezioni, rimandando il loro massimo impegno per quell'occasione. Per ora, intanto, devono esprimersi in Parlamento e al Senato solo ed esclusivamente per il bene dell'Italia. Una novità assoluta!
Inoltre, il "salto" che l'Italia ha fatto con Monti, inserendosi fattivamente all'interno della politica dell'Unione Europea, è determinante. L'orizzonte si è ingrandito, e questo ha causato probabilmente uno shock anche per le organizzazioni di stampo mafioso, a cui sono venuti a mancare dei riferimenti locali importanti. Dovremmo quindi essere molto vigili alle prossime elezioni. Anche le varie "cupole" staranno studiando strategicamente le loro mosse per decidere quale partito e quali persone appoggiare.
Spero che l'attuale governo vagli la possibilità di inserire delle clausole che stabiliscano alcuni principi; per cui, ad esempio, far rimanere Monti e la sua equipe di tecnici, come supervisori per salvaguardare il Paese da eventuali ricadute economiche, almeno fino a quando la situazione non sarà del tutto risanata. Ipotesi sicuramente difficile, soprattutto perché i partiti faranno di tutto per contrastare una scelta di questo tipo, ribadendo la loro sovranità sulle decisioni da prendere in quanto legittimata da chi li ha votati. Per questo noi dovremmo essere più attenti in questo momento. Insomma, sì, dovremo resistere, ma cercare anche di non essere impreparati da qui, all'immediato futuro. Dovremmo sorvegliare, sicuramente qualcuno cercherà di tenderci delle trappole. Potrebbe essere un'occasione unica che non ci dobbiamo lasciar sfuggire. Smettiamo di pensare sempre e soltanto al nostro piccolo rendiconto, perché con questa filosofia non si va lontano ed è la stessa che hanno adottato i politici fino a poco fa. Guardiamo un po' più in là. Cerchiamo di capire cosa può andar meglio per tutti. Solo con uno sguardo più completo si riesce a scorgere quello che è più, o meno, importante. Così, forse, riusciremmo a vivere serenamente anche in quest'Italia, potendo orgogliosamente affermare che il merito è anche un po' nostro. Chissà, magari anche i nostri figli potranno starci vicino, senza fuggire altrove per trovare un posto dove valga la pena viverci.
Max